Il Dubbio

“Il Dubbio è un omaggio alla speranza”. Io chi sono? E’ la domanda di ogni essere umano, ansioso di conoscere se stesso, la propria identità, i propri genitori. A questa domanda risponde una storia vera, vera e crudele come milioni di storie, a testimoniare umanità e brutalità, entrambe, l’una e l’altra, proprie di esseri umani, talora di uno stesso essere umano. (Dalla prefazione di Leoluca Orlando)

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18 commenti

Archiviato in Libri

18 risposte a “Il Dubbio

  1. Molto bello, si legge tutto d’un fiato e fa pensare a quello che è stato,a come sia stato possibile, a quello che è capace di fare l’essere umano. Bravo Nuccio!
    Ciao
    Emma

  2. Un libro,un racconto, una storia profonda è bellissima, che lascia il segno, fa riflettere sulla crudeltà degli uomini in certi periodi storici, ma fa capire quanto è bella ed importante l’amicizia e la sincerità tra gli uomini… Complimenti vivissimi!!!!
    Corro a leggere l’altro….

  3. Gadi Piperno

    Gentile prof. Pepe,
    ho letto con piacere il suo libro. Ho apprezzato molto il modo in cui ha messo insieme verità storiche ed invenzione, così come il finale “aperto” che lascia al lettore il messaggio che non tutto di ciò che è accaduto in quel periodo può essere riscoperto, ma poi alla fine quello che conta è come il “nonno” si comportasse coi nipoti.
    Gadi Piperno
    Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
    Dipartimento Educazione e Cultura
    Coordinatore delle attività per gli ebrei lontani e progetto meridione

  4. Che successone!!!!!!!!!!!!! Bravo. A scuola si parla di te, del tuo meraviglioso libro e del tuo fraterno amico Dott. Vyssoki. E…. che articolone!!!!!!sul nostro giornale locale ” Momenti “, leggilo. Per i miei alunni sono ” Mitica Prof.”. Complimenti ancora. Maria

  5. GIORNALE DI SICILIA Mercoledi’ 16 Marzo 2011

    NOVITA’ IN LIBRERIA

    NUCCIO PEPE

    IL DUBBIO

    TORRI DEL VENTO
    PAGINE 93, EURO 9

    Il medico Nuccio Pepe, proseguendo in una attivita’ che e’ nella tradizione italiana dei
    medici-scrittori, non rinuncia a produrre e a pubblicare.
    Questo suo nuovo libro, presentato da Leoluca Orlando, propone la drammatica testimonianza di chi ha visto con i propri occhi che cosa e’ stato l’Olocausto nell’Europa della seconda meta’ del Novecento.
    Con prosa scarna, Pepe entra negli abissi della follia nazista, e si sofferma ad osservare, con sgomento, i forni crematori nei lager, agghiacciante memento.
    Lo scrittore trova la forza di sperare in un domani nel quale le nuove generazioni possano trarre lezioni di vita fondamentali, e non dimenticare la barbarie del Novecento. (G.Q.)

  6. CULT

    Periodico di attualita’,costume,moda,turismo e societa’

    MARZO 2011

    I LIBRI

    “IL DUBBIO” di Nuccio Pepe

    La storia del ritrovamento di un archivio segreto degli Ebrei,risalente all’epoca nazista, e’ alla base di un avvincente racconto scritto da NUCCIO PEPE, medico chirurgo originario di Bompietro (Palermo).

    “Il Dubbio” (pubblicato da Torri del Vento edizioni, con la prefazione di LEOLUCA ORLANDO) e’ il frutto di una lunga discussione tra Pepe e lo psichiatra austriaco David Vyssoki, direttore di un centro di assistenza dei sopravvissuti alla Shoah.

    Grazie ai racconti dell’amico psichiatra, Pepe ha ricostruito alcune vicende familiari e storie personali contenute nell’Archivio segreto degli Ebrei, rielaborandole in forma narrativa.

    Il libro e’ stato presentato allo Steri a Palermo nell’ambito di una “Conversazione sull’Olocausto” alla quale hanno partecipato il Rettore dell’Universita’ di Palermo ROBERTO LAGALLA, LEOLUCA ORLANDO, DAVID VYSSOKI, ANTONIETTA MIRIAM ANCONA, DANIELE ANSELMO E NUCCIO PEPE (Tiziana Montalto)

  7. luana

    carissimo,
    dopo la nostra telefonata ho atteso con ansia “il dubbio”. L’ho letto tutto d’un fiato senza fermarmi mai. Ho ritrovato fra le sue sequenze il piacere della lettura che troppo spesso dimentico, quello di estraniamento dal caotico contesto quotidiano. “Il Dubbio”, mi piace citarlo come se fosse un essere vivente, ha avuto un forte impatto sulla mia sensibilità di figlia che ha perduto un padre troppo presto… ho ritrovato sensazioni e riflessioni a me molto care, per questo ho trascritto con cura un breve passo del testo su un mio diario: “così le sensazioni, le emozioni, le esperienze, la vita mi toccano, dapprima leggere, trasparenti, mi riempiono di sé, poi possenti, mi travolgono, mi innlazano spumeggianti e fragorose e finiscono con un ultimo, grande balzo per poi riopsare nel fondo dell’anima”
    grazie!
    luana

  8. Antonello

    Quando sono arrivato alla fine del libro ho provato essenzialmente due sensazioni.
    La prima, quella di chiudere gli occhi e sentirmi come affacciato sul campo di concentramento ad assistere impotente alle nefandezze comminate a danno degli ebrei; in particolare, ovviamente, ai genitori di Natham. Perché, certamente, la narrazione da te fatta coinvolge suscitando anche nel lettore “ IL DUBBIO” e il desiderio di chiarirlo; ma anche il disappunto, la rabbia per quello che ho sempre provato nei confronti dei nazisti che si sono resi artefici di azioni orrende .
    La storia, però, analizzando quanto è successo e continua a succedere nel mondo mi porta ad allargare il giudizio sui nazisti all’essere umano nella sua generalità. E’ caratteristica di questa specie la prevaricazione nei confronti del più debole. Perpetrata, purtroppo, anche da chi, in passato, queste angherie le ha subite.
    La seconda è una caratteristica del tuo modo di scrivere, spostandoti nello spazio e nel tempo indipendentemente da essi, per indole o per volontà, che sicuramente rende il lettore curioso costringendolo a riordinare le idee e a fare delle continue considerazioni e rivalutazioni. Propendo per l’indole in quanto, letti un paio di racconti dell’altro libro, lo stile è assolutamente identico.
    E’ un libro che si fa leggere tutto d’un fiato ed è, questa, una nota estremamente positiva. La precisione nei riferimenti, poi, dà un senso di conoscenza e cultura dei fatti che “convince” il lettore.
    Ho provato piacere nel leggerlo e piacere dopo averlo letto rimanendo un po’ a rifletterci sopra sentendo “mia” la storia per alcuni minuti. Penso sia una cosa importante. Complimenti.
    Antonello

  9. Nuccio Pepe

    Presentazione de ” IL DUBBIO” giorno 24 Agosto 2011 a Bompietro (PA) in occasione della settimana di ” Bompietro Paese dei Libri”

  10. Nicla Morletti

    Il commento di NICLA MORLETTI

    Un libro intenso e vero, che ci riporta ai tempi in cui il partito nazional-socialista prese il potere. In dodici anni della dittatura nazista morte e terrore regnarono nei campi di concentramento. Dachau. La prigionia. Forni crematori che vomitavano fumo biancastro. In quei luoghi pare che nessuno ricordi più ciò che è accaduto. Nemmeno le montagne di scarpe e capelli. Nemmeno le camere a gas. In questo libro scritto con chiarezza e competenza di causa quello che colpisce di più sono i numeri: più di 200.000 i prigionieri internati a Dachau. Di questi, circa 30.000 furono uccisi, migliaia e migliaia morirono di fame. Tra loro c’erano anche bambini. “Il dubbio è un omaggio alla speranza” ha scritto Isidore Ducasse de Lautreamont. Una storia vera, questa narrata da Nuccio Pepe. Tanto vera e crudele come le altre tracciate sui fogli ingialliti dal tempo che risalgono all’Olocausto. Questa è anche la storia di Natham e di altro ancora

  11. MARCO

    Davvero sorprendente come la mente scelga di lasciare la realtà e cadere a strapiombo in queste emozionanti sensazioni! Mi ritrovo nell’incontro con Natham a parlare del senso della vita e della crisi economica che stiamo subendo e di come oggi ,alle porte dell’anno 2012, speri di ritrovare presto quegli anni perduti…

  12. SALVO S.

    Questo libro racchiude una profondità di sentimenti. L’attenzione all’animo umano sembra porsi in primo piano con i pensieri e il dialogo che scava dentro lo spirito degli attori principali coinvolti nel dialogo presente e con uno sguardo al passato, sempre presente.Coinvolgente nella lettura,si legge tutto d’un fiato.

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