Nuccio Pepe a “Le Vie dei Tesori ”

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Sabato 26 ottobre 2013.Ore 18.
L’ERESIA DELLA VERITA’ con Cristina Budroni, Nuccio Pepe, David Vyssoki e Laura Anello
Nel 2000, durante i lavori di ristrutturazione di un vecchio edificio di Vienna, è venuto fuori dietro un muro un archivio di ebrei scomparso negli anni dell’olocausto. Una miniera di storie, volti, suggestioni mai raccontato oltre i confini dell’Austria. nell’archivio storico comunale che è lo scrigno della memoria cittadina e che sorge al posto dell’antica sinagoga ebrea, ne rivelano la storia David Vyssoki e Cristina Budroni, gli psicoterapeuti che hanno fondato a Vienna l’associazione ESRA, che ha aiutato prime, seconde e terze generazioni a superare i traumi dell’olocausto. Con loro lo scrittore Nuccio Pepe, che alla memoria sotterranea di vienna e alla verità “eretica” ha dedicato il libro “Il dubbio”.
Archivio storico comunale – Via Maqueda 157
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Archivio Storico Comunale
Un viaggio nella memoria lungo sette chilometri
Settemila metri di scaffalature lignee cariche di carte e volumi manoscritti: documenti che custodiscono la memoria di sette secoli della città di Palermo, dalla fine del XIII secolo alla metà del Novecento. L’Archivio storico comunale è uno scrigno inesauribile di tesori. Dal registro di Gabelle regie di epoca angioina al fondo Ricordi patrii, la raccolta di cimeli risorgimentali tra i quali lettere autografe di Garibaldi, Umberto I e Crispi. Dal 1866 (anno in cui nasce come istituto di conservazione) ha sede nello splendido ex Convento di San Nicolò da Tolentino, all’interno del quale, a firma dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, è possibile ammirare un raro esempio di edilizia per archivi di fine Ottocento: la superba “Aula Grande”, con la scala a chiocciola che porta ai ballatoi percorribili, muniti di leggii, e i quattro grandi argani in legno, provvisti di cestelli per una più funzionale movimentazione delle carte. Nella miniera di documenti, ne è esposto uno che racconta un tassello importante della storia dei Chiaromonte, i signori dello Steri. Il “privilegio” con cui il re Martino I nel 1392 concedeva loro la salvezza in cambio della sottomissione. Parola tradita: pochi giorni dopo quella firma, Andrea Chiaromonte fu giustiziato davanti allo Steri, i suoi beni sequestrati, la famiglia estinta

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