Nuccio Pepe “Il Dubbio”: recensione di Ignazio Apolloni su Gaudia 2.0

http://gaudiaduepuntozero.blogspot.it/2013/12/apollonglosse-il-dubbio.html

lunedì 30 dicembre 2013
ApollonGlosse ░ Il dubbio
PERCHÉ IL DUBBIO?
Una storia raccapricciante, ancora una volta: una delle tante che appaiono e scompaiono; avvolte dall’oblio per essere quindi seguite da altre a ricordarci che c’era una volta il massacro degli ebrei. Come niente, come fosse niente perché magari non ci ha riguardato; o perché ormai siamo diventati indifferenti.

Perché non siamo più capaci di indignarci? Eppure è accaduto, si chiama semplicemente Shoah. Un nome tra tanti, inglobati all’interno di quelli che pronunciamo senza rendercene conto perché la vita sta lentamente perdendo di significato.

Siamo massificati, ossificati; insensibili agli accadimenti; rassegnati all’estinzione della specie umana. Mai un urlo, un grido di massa a dire basta. Solo quando c’è un nuovo sterminio si solleverà per un solo istante l’indignazione seguita subito dopo dall’abulia più completa. La carne è diventata oggetto da macello e l’introspezione è stata annegata nella melma.

Questa la riflessione a leggere Il dubbio di Nuccio Pepe edito da Torri del Vento: una foglia di albero prossima a diventare definitivamente secca, da essere raccattata e buttata via nel ceneritorio (o crematorio fa lo stesso).

Il caso vuole che da una amicizia con un sopravvissuto l’autore scopra lentamente la curiosità – che diventerà libido – di saperne ancora; di denunziare al mondo. E ciò con la pacatezza di riflessioni e dialoghi improntati ad una rabbia rattenuta (e commovente ex-cursus verso la rivelazione: la quale non è altro che il ritrovamento di documenti ormai lacerati dal tempo ma ancora vividi in chi li scoperse). Hanno provato a decrittarli senza però alcun esito tangibile se non quello di lasciare dei dubbi. Dubbi sull’identità di chi li scrisse; sul cosa ci sia scritto; quale il messaggio, e a chi.

Tutto nel libro avviene per caso. È un caso che l’autore conosca e frequenti un signore austriaco: il suo Virgilio il quale lo porta inconsapevolmente a conoscere l’inferno. Una persona vocata e votata per virtù quasi divina, all’amore per gli altri, chiunque sia l’altro; un esempio di altruismo missionario, da prendere a esempio di dignità contrario ed opposto alla discriminazione. Una lezione di alto valore, civile, etico e morale, dunque un messaggio: forse l’ultimo della annunciata prossima catastrofe.

Un libro che si legge di un fiato che però lascia tracce indelebili in chi sente l’urgenza di uscire dallo stallo in cui è stato e si sente cacciato.

Perché allora il dubbio? Forse perché non ci sono più certezze?

Ignazio Apolloni

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